
- Perché lo stage non si fa?
- Cosa ha deciso la Lega Serie A?
- Come cambia la preparazione dell’Italia?
- Quali effetti sui playoff?
Perché lo stage della Nazionale prima dei playoff Mondiali 2026 non si farà?
Lo stage della Nazionale italiana prima dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 non verrà organizzato. Una decisione ormai definitiva, anche se l’ufficialità è attesa nei prossimi giorni. Il ct Rino Gattuso, subito dopo il sorteggio, aveva espresso chiaramente la sua posizione: più giorni di lavoro insieme avrebbero aiutato la squadra in vista di un doppio appuntamento decisivo. Alla fine, però, le esigenze di calendario hanno avuto la meglio.
Cosa aveva detto Gattuso dopo il sorteggio dei playoff?
A caldo, dopo l’esito del sorteggio, Gattuso era stato netto:
“Stage prima della partita? Non sta a me decidere, abbiamo un presidente. Io faccio l’allenatore. Certo che più giorni abbiamo, meglio è”.
Parole che sottolineavano l’importanza di una preparazione mirata in vista della semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma a Bergamo il 26 marzo, e dell’eventuale finale del 31 marzo contro la vincente di Galles-Bosnia.
Quando arriverà l’ufficialità della decisione?
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la conferma ufficiale è attesa la prossima settimana. In quella finestra, la Lega Serie A comunicherà anticipi e posticipi delle giornate di campionato dell’1 e dell’8 febbraio, oltre al calendario dei quarti di finale di Coppa Italia. Un incastro decisivo per chiarire definitivamente l’impossibilità dello stage.
Perché era difficile spostare la 30ª giornata di Serie A?
Il nodo principale riguarda la 30ª giornata di Serie A, prevista per il 22 marzo. Spostarla integralmente si è rivelato praticamente impossibile.
I motivi sono molteplici:
- impegni di Coppa Italia negli infrasettimanali
- coppe europee già calendarizzate
- diritti televisivi da rispettare
Un mix che ha reso irrealizzabile qualsiasi soluzione alternativa a breve termine.
Qual era l’ipotesi dello stage a febbraio?
Con il passare dei giorni, era emersa un’ipotesi più limitata: liberare due giorni di lavoro, più quelli necessari per i viaggi, all’interno delle prime due settimane di febbraio. Le date considerate erano il 2-3 febbraio oppure, più probabilmente, il 9-10 febbraio.
Il piano prevedeva la distribuzione dei quarti di finale di Coppa Italia su due finestre diverse. In questo scenario, però, Gattuso avrebbe dovuto rinunciare:
- agli azzurri impegnati in Coppa Italia
- ai giocatori che militano all’estero
Una soluzione parziale, che non garantiva un gruppo completo.
Perché anche questa soluzione è stata scartata?
La Lega Serie A, sempre secondo il Corriere, non avrebbe comunque rinunciato al posticipo del lunedì di campionato. Una rigidità che ha fatto tramontare definitivamente l’ipotesi dello stage.
Di fronte a queste condizioni, lo sfogo attribuito al ct è stato chiaro:
“Se queste sono le condizioni, meglio non farlo”.
Come reagisce lo staff azzurro alla decisione?
Gattuso sperava di essere smentito quando aveva detto: “Ci rivedremo alla trentesima giornata con i giochi già quasi fatti”. Invece, la linea è rimasta invariata.
A sintetizzare lo spirito con cui la Nazionale affronterà l’emergenza è intervenuto Gianluigi Buffon, oggi nello staff azzurro:
“Gattuso si inventerà qualcosa”.
Cosa cambia per l’Italia verso i Mondiali 2026?
Senza stage pre-playoff, l’Italia arriverà alle sfide decisive affidandosi esclusivamente al lavoro svolto nei club. Un rischio calcolato, ma inevitabile, in un calendario sempre più compresso.
La qualificazione ai Mondiali 2026 passerà comunque da due partite secche, dove preparazione mentale, gestione delle energie e capacità di adattamento saranno determinanti. La parola ora passa al campo, con Gattuso chiamato a trovare soluzioni rapide per una Nazionale italiana che non può permettersi passi falsi.