
- La FIGC cambierà le regole?
- Il Napoli potrà investire senza vendere?
- Perché Inter e Juve sono furiose?
- Cosa rischia la Serie A?
Perché il verdetto FIGC può sbloccare il mercato del Napoli in Serie A?
Il Consiglio Federale della FIGC è chiamato oggi a pronunciarsi su una delibera destinata a incidere profondamente sugli equilibri della Serie A. Al centro del dibattito c’è la cosiddetta norma salva-mercato, richiesta dal Napoli di Aurelio De Laurentiis, che potrebbe consentire al club partenopeo di superare il vincolo del mercato a saldo zero.
Un’eventuale approvazione permetterebbe al direttore sportivo Giovanni Manna di intervenire sul calciomercato Napoli senza cessioni preventive, rispondendo alle richieste di Antonio Conte e modificando il quadro competitivo di Scudetto e Champions League.
Perché il Napoli è bloccato dal mercato a saldo zero?
Il Napoli è attualmente condizionato dall’indice di liquidità, parametro che misura il rapporto tra ricavi e costo del lavoro. Le norme vigenti fissano la soglia massima a 0,8, limite che il club azzurro supera.
Secondo la società, si tratta però di una distorsione tecnica. Il Napoli dispone infatti di riserve di cassa elevate, frutto di gestioni virtuose e utili non distribuiti, che finora non vengono conteggiati per rientrare nei parametri federali. Questo meccanismo obbliga il club a finanziare nuovi acquisti solo attraverso cessioni immediate, congelando di fatto il mercato Napoli.
Le riserve di cassa possono sanare l’indice di liquidità?
La posizione di De Laurentiis è netta: le riserve di cassa sono risorse reali e disponibili, dunque dovrebbero essere riconosciute ai fini del rispetto dell’indice di liquidità. L’obiettivo è utilizzare il patrimonio accumulato per sostenere nuovi investimenti senza compromettere l’equilibrio finanziario.
Fino a oggi, l’esclusione di questi fondi ha imposto scelte drastiche, con giocatori come Lucca e Lang indicati come possibili partenti per finanziare il mercato in entrata.
Cosa ha deciso la Lega Serie A sulla norma salva-mercato?
La proposta del Napoli ha già ottenuto il via libera in Lega Serie A, con 16 voti favorevoli, 3 astenuti e un solo voto contrario. Ora la palla passa alla FIGC, chiamata a ratificare o respingere la delibera.
Il passaggio in Lega, però, ha aperto una frattura profonda tra i club di vertice, alimentando tensioni politiche e istituzionali all’interno del sistema calcio.
Perché Inter, Juventus e Milan sono irritate?
Le principali rivali del Napoli in Champions League guardano con sospetto alla norma. Inter, Juventus e Roma si sono astenute, segnalando una distanza politica evidente. Il Milan, unico club a votare contro, ha espresso una contrarietà totale, ipotizzando anche azioni legali.
La critica è chiara: modificare le regole del fair play finanziario e del calciomercato a stagione in corso viene percepito come un aiuto indiretto che altera la concorrenza sportiva.
Che ruolo avranno Marotta e Chiellini nel Consiglio Federale?
Un elemento di forte tensione riguarda la posizione dei rappresentanti della Lega in Consiglio Federale. Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, e Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juventus, oggi siederanno in FIGC con un mandato che li obbliga a rappresentare la decisione della Lega.
Si troveranno così nella posizione delicata di dover ratificare una scelta che le rispettive società non condividono pienamente, e che in Lega non ha ottenuto l’unanimità.
Cosa succede se la FIGC approva la delibera?
In caso di via libera della FIGC, per il Napoli decadrebbe l’obbligo del saldo zero. Il club potrebbe utilizzare il proprio patrimonio per investire immediatamente sul calciomercato invernale, rafforzando la rosa senza vendite forzate.
Una decisione destinata a incidere sugli equilibri della Serie A, della corsa allo Scudetto e della qualificazione alla Champions League, ma che lascia aperto un nodo cruciale.
Qual è il rischio per la credibilità del sistema calcio?
Il punto sollevato dalle rivali riguarda l’aspetto etico e regolamentare. Cambiare i criteri economici a metà stagione potrebbe creare un precedente pericoloso, minando la credibilità del sistema e la fiducia nelle regole comuni.
Il verdetto della FIGC non avrà quindi solo effetti sul mercato del Napoli, ma rappresenterà un passaggio chiave per la governance futura del calcio italiano.