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VAR in Serie A, scontro arbitri-allenatori: cosa cambia ora

| 10 Febbraio 2026

Tensioni sul VAR in Serie A: allenatori e arbitri a confronto tra errori, protocollo IFAB e possibili cambiamenti nel calcio italiano.

rocchi monitor var protocollo ifab

  • Perché il VAR divide la Serie A?
  • Cosa chiedono gli allenatori?
  • Cambierà il protocollo IFAB?
  • Arriva il professionismo arbitrale?

Perché cresce lo scontro tra allenatori e arbitri in Serie A sul VAR?

La frattura tra allenatori e arbitri di Serie A è ormai evidente. Giornata dopo giornata aumentano le tensioni legate all’uso del VAR, diventato il principale terreno di scontro nel campionato italiano.
La tecnologia, introdotta per ridurre gli errori arbitrali, continua invece a generare polemiche, proteste e richieste di chiarimento da parte dei tecnici.

Perché il designatore Rocchi voleva un incontro chiarificatore sul VAR?

Per fare chiarezza sull’utilizzo del VAR in Serie A, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi aveva proposto un incontro con gli allenatori all’inizio della stagione.
L’obiettivo era approfondire il protocollo VAR, spiegare criteri e limiti della tecnologia e favorire un dialogo diretto tra le parti.

L’iniziativa, però, non si è concretizzata. Una stagione particolarmente compressa, scandita quasi esclusivamente dal binomio allenamento-partita, non ha lasciato spazio a momenti di confronto strutturato.

Quando potrebbe svolgersi il confronto tra arbitri e allenatori?

Secondo quanto riportato da Stefano Scacchi su La Stampa, una possibile finestra per l’incontro potrebbe aprirsi a fine marzo, in concomitanza con la pausa per i playoff mondiali.
Una data che potrebbe finalmente consentire un tavolo di dialogo tra AIA, arbitri, tecnici e Lega Serie A.

Quali episodi recenti hanno riacceso le polemiche sul VAR?

Le ultime giornate di campionato hanno reso ancora più evidenti i contrasti.
Daniele De Rossi, Gian Piero Gasperini e Luciano Spalletti hanno espresso pubblicamente critiche e richieste dopo alcuni episodi arbitrali controversi.

In particolare, il rigore assegnato al Napoli contro il Genoa ha provocato la dura reazione dell’allenatore rossoblù, trovando l’appoggio del tecnico giallorosso.
Le decisioni VAR continuano così a incidere sul clima del campionato e sul rapporto tra campo e direzione di gara.

Cosa ha chiesto Spalletti sul professionismo arbitrale?

Il dibattito si è allargato anche al tema del professionismo arbitrale.
Spalletti ha rilanciato la necessità di una riflessione strutturale sul ruolo degli arbitri nel calcio italiano.

Sul tema è intervenuto il vicepresidente vicario dell’AIA, Francesco Masini, chiarendo che
gli errori degli arbitri non dipendono dal loro status
e sottolineando che l’Associazione Italiana Arbitri non esclude in futuro l’introduzione di direttori di gara professionisti.

Quali sono le richieste principali degli allenatori sull’uso del VAR?

Nel possibile incontro tra le parti, gli allenatori porteranno una serie di richieste condivise.
La priorità riguarda un utilizzo più chiaro e coerente del VAR, in linea con il protocollo IFAB.

La richiesta centrale è che la tecnologia venga utilizzata solo in caso di chiari ed evidenti errori, rafforzando così il valore delle decisioni prese sul campo dall’arbitro.

Perché si chiede di ridurre i tempi delle revisioni VAR?

Un altro nodo critico è il tempo eccessivo davanti al monitor.
Le on-field review sono spesso considerate troppo lunghe, con effetti negativi sul ritmo della partita e sulla comprensione delle decisioni da parte di tifosi e addetti ai lavori.

Gli allenatori chiedono revisioni più rapide, decisioni più lineari e una comunicazione più efficace, per rendere il VAR nel calcio uno strumento realmente funzionale e condiviso.

È possibile trovare un punto di equilibrio tra tecnologia e arbitri?

Il confronto resta aperto.
La speranza comune è che un dialogo diretto possa portare a un punto di equilibrio tra tecnologia, interpretazione arbitrale e dinamiche di gioco.

Il futuro del VAR in Serie A passa dalla capacità di rendere le regole più comprensibili, le decisioni più rapide e il rapporto tra allenatori, arbitri e AIA meno conflittuale, nell’interesse del campionato e della sua credibilità.