
- Cos’è la spalmatura delle plusvalenze?
- Chi può usarla? Da quando è valida?
- Cambia il calciomercato di gennaio 2026?
Legge di Bilancio e calcio: cambia la gestione fiscale delle plusvalenze
Un assist fiscale che pesa quanto un gol nei bilanci dei club di calcio professionistici. Nella Legge di Bilancio appena approvata dal Parlamento emerge una misura destinata a incidere in modo concreto sulle strategie economiche delle società sportive, con effetti diretti su plusvalenze, tassazione e calciomercato.
Oltre agli stanziamenti per lo sport giovanile, l’attenzione degli addetti ai lavori si è concentrata sul comma 42 dell’articolo 1, che introduce una modifica rilevante nella gestione fiscale delle plusvalenze realizzate dalle società.
Cosa prevede la nuova norma sulle plusvalenze nel calcio?
La nuova disposizione consente ai club calcistici italiani di non versare immediatamente le tasse sull’intera plusvalenza nell’anno in cui viene realizzata la cessione di un calciatore.
In base alla norma, la plusvalenza può essere distribuita in quote costanti sull’esercizio in corso e su quelli successivi, fino a un massimo di quattro anni aggiuntivi, per un totale di cinque esercizi fiscali.
Un meccanismo che riduce l’impatto immediato sul conto economico, migliorando la sostenibilità finanziaria delle operazioni di mercato.
Come funziona la “spalmatura” fiscale delle plusvalenze?
La cosiddetta spalmatura delle plusvalenze permette di diluire nel tempo il carico fiscale, evitando che una singola operazione pesi in modo eccessivo sul bilancio annuale.
Secondo quanto riportato da Italia Oggi, il beneficio è opzionale e applicabile solo in presenza di un requisito chiave:
il calciatore ceduto deve essere stato tesserato dal club da almeno due anni.
La ratio della norma è chiara: premiare la valorizzazione sportiva e patrimoniale nel medio-lungo periodo, scoraggiando il trading speculativo a breve termine.
Quali club possono beneficiare dello scudo fiscale?
Il vantaggio riguarda le società professionistiche, in particolare quelle di Serie A, Serie B e più in generale i club coinvolti nel calcio professionistico italiano.
La misura interessa direttamente i bilanci societari, offrendo maggiore flessibilità nella gestione delle entrate da mercato, con ricadute positive su fair play finanziario, programmazione sportiva e investimenti.
Da quando è operativa la nuova regola sulle plusvalenze?
La norma è valida per le operazioni concluse dopo il 31 dicembre 2025.
Di conseguenza, le cessioni effettuate nel mercato di gennaio 2026 potranno già usufruire di questo scudo fiscale.
Un dettaglio tutt’altro che marginale, considerando il peso strategico del calciomercato invernale per l’equilibrio economico dei club e per la gestione delle rose.
Qual è l’impatto sul calciomercato di gennaio 2026?
La possibilità di diluire le tasse sulle plusvalenze potrebbe incentivare alcune società a cedere giocatori già nella sessione invernale, senza subire un impatto fiscale immediato.
Un fattore che rischia di incidere sulle dinamiche del mercato, sulle trattative e sulle valutazioni economiche dei calciatori, soprattutto quelli cresciuti e valorizzati internamente.
La nuova regola si inserisce così come uno strumento chiave nella finanza del calcio, destinato a influenzare le scelte di dirigenti, club e operatori di mercato nei prossimi anni.