
- Sozza verrà fermato dall’AIA?
- Perché il VAR non è intervenuto?
- Quali episodi hanno deciso Lazio-Fiorentina e Napoli-Verona?
Perché l’arbitro Sozza va verso uno stop di uno o due turni dopo Lazio-Fiorentina?
Gli errori arbitrali emersi durante Lazio-Fiorentina all’Olimpico hanno acceso un forte dibattito ai vertici dell’AIA. La direzione di gara di Simone Sozza, supportato da Pezzuto al VAR e Prontera all’AVAR, è finita sotto osservazione per decisioni ritenute gravi e plateali.
Nel mirino, in particolare, il rigore concesso alla Fiorentina, poi trasformato da Gudmundsson, e soprattutto il penalty non assegnato alla Lazio per la trattenuta di Pongracic su Mario Gila. Un episodio giudicato troppo evidente per essere ignorato dagli organi tecnici arbitrali.
Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti federali, l’arbitro e la squadra VAR rischiano uno stop disciplinare di uno o due turni, una misura che conferma la severità della valutazione sull’operato arbitrale.
Quali decisioni arbitrali hanno inciso maggiormente su Lazio-Fiorentina?
La partita è stata condizionata da due episodi chiave in area di rigore. Da un lato, il calcio di rigore assegnato alla Fiorentina, considerato corretto in campo. Dall’altro, il mancato rigore per la Lazio, episodio che ha scatenato proteste immediate e prolungate.
La trattenuta in area su Gila, avvenuta in una fase decisiva del match, non è stata sanzionata da Sozza né rivista al VAR. Una scelta che ha alimentato polemiche e che, secondo la lettura dell’AIA, rappresenta un errore tecnico rilevante.
Perché Napoli-Verona è stato promosso dall’AIA nonostante le polemiche?
Diverso il giudizio sull’altra gara finita sotto la lente, Napoli-Verona disputata allo stadio Maradona. Nonostante le discussioni post-partita, l’AIA ha promosso senza riserve l’operato di Marchetti e Marini al VAR.
Corretta l’assegnazione del rigore all’Hellas Verona per il tocco di mano di Buongiorno, valutato con il braccio in posizione scomposta e quindi punibile. Giusta anche la decisione di annullare il gol di Hojlund.
Dalle immagini a disposizione della VAR Room di Lissone emergerebbe in modo chiaro che l’attaccante danese controlla il pallone con la mano prima della conclusione. Elementi considerati decisivi per confermare la bontà delle decisioni arbitrali.
Cosa è successo nel tunnel degli spogliatoi all’intervallo di Lazio-Fiorentina?
La tensione non si è limitata al terreno di gioco. Durante l’intervallo, nel tunnel degli spogliatoi, si è consumato un acceso confronto tra l’arbitro Sozza e alcuni giocatori della Lazio.
Al centro delle proteste, ancora una volta, il contatto in area su Mario Gila, giudicato regolare dal direttore di gara. Le telecamere hanno immortalato il dialogo tra Sozza e i leader biancocelesti Mattia Zaccagni e Luca Pellegrini, determinati a ottenere chiarimenti sul mancato rigore. Le immagini sono state trasmesse nel corso di Pressing.
Qual è stata la spiegazione di Sozza sul contatto Gila-Pongracic?
Nel confronto con i calciatori, Zaccagni, in qualità di capitano, ha sottolineato la dinamica dell’azione: “Ha la porta davanti e l’altro lo tira giù”.
La risposta di Sozza è stata immediata. L’arbitro ha ridimensionato l’episodio parlando di un contatto minimo e accusando il difensore laziale di aver accentuato la caduta: “Gli dà solo una pizzicata e lui si butta giù”.
Una spiegazione che non ha convinto i giocatori, alimentando ulteriormente la frustrazione per una decisione ritenuta ingiusta.
Perché è nato lo scontro verbale tra Sozza e Pellegrini?
Nel momento più teso del confronto è intervenuto Luca Pellegrini, visibilmente contrariato. Il terzino ha definito la situazione “imbarazzante”, invitando tutti a fermarsi di fronte a quella che considerava una chiara ingiustizia arbitrale.
La replica di Sozza è stata altrettanto netta: “No, fermatevi voi ragazzi. Non esagerate”. L’arbitro è apparso in difficoltà nel gestire la pressione, arrivando a voltarsi parzialmente durante il confronto.
L’ultimo intervento è stato ancora di Pellegrini, incredulo: “È chiarissimo. Non è rigore quello?”. Una frase che sintetizza il clima di forte tensione e che ha contribuito ad accendere il dibattito sugli arbitri in Serie A e sull’utilizzo del VAR.