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Derby d’Italia Juventus-Inter, Tudor e Chivu accendono la sfida

| 12 Settembre 2025

Juventus-Inter, Tudor e Chivu scaldano il Derby d’Italia con dichiarazioni su pressione, ambizioni e obiettivi di stagione.

juventus inter derby ditalia 2025

  • Cosa pensano Tudor e Chivu alla vigilia di Juventus-Inter?
  • Quali obiettivi dichiarano?
  • E chi sarà decisivo nel Derby d’Italia?

Tudor: “La pressione mi piace, l’Inter è una grande squadra”

Il conto alla rovescia è finito: lo Juventus-Inter che inaugura il ritorno della Serie A dopo la sosta per le nazionali è già carico di significato. A presentare la sfida di domani sabato 13 settembre alle 18 è Igor Tudor, pronto a vivere il suo primo Derby d’Italia da allenatore bianconero.

“Vale più di tre punti – ha spiegato in un’intervista con Ciro Ferrara a Dazn –. A me questa pressione piace, preparo meglio le partite così. L’Inter arriva con giocatori esperti, maturi, con alle spalle due finali di Champions. Ma noi ci giocheremo le nostre carte e vedremo chi sarà il migliore”.

igor tudor juventus intervista
Igor Tudor presenta il suo primo Derby d’Italia da allenatore della Juventus contro l’Inter.

I ricordi da giocatore e l’eredità Juve

Con Ferrara, compagno di reparto per sette stagioni, Tudor ha rivissuto i suoi anni da calciatore: “La Juve è una parte di me, mi ha costruito come uomo e come professionista. Quando arrivai nel 1998 era la squadra che vinceva la Champions, sembrava quasi irreale. Vedere Zidane allenarsi da solo in un campo dedicato, o imparare da Lippi che portavamo noi le porte e i palloni, sono ricordi che restano”.

Un bagaglio di esperienze che ancora oggi trasferisce nello spogliatoio: “Ho imparato da gente come Iuliano, Montero, Pessotto, Birindelli, Del Piero. L’incazzatura per una partitella persa era normale. Lo ripeto spesso ai ragazzi: si insegna con i fatti e con l’esempio. L’allenamento è tutto, la partita è la parte più facile”.

Dal sogno di allenare alla gestione dei leader

L’ex difensore ha ricordato anche il passaggio in panchina: “Ho smesso presto, a 28-29 anni, per problemi alle caviglie. Sentivo di non aver dato tutto e il sogno era allenare la Juve. Quando si è realizzato, ho pensato di essere in debito con questo club”.

Poi i focus sui singoli: “Bremer è fondamentale, in campo diventa cattivo ma resta un ragazzo d’oro. Con Vlahovic il rapporto è diretto: gli do amore quando serve, ma anche il bastone se necessario. Ha ancora le migliori stagioni davanti a sé. Yildiz, invece, è un talento speciale: non devo mai rimproverarlo, fa tutto bene, anche nel comportamento. Ha gli attributi per diventare un top”.

Obiettivo scudetto?

Su un possibile traguardo stagionale, Tudor non si sbilancia: “Qui la parola vittoria è naturale. Non parlo di obiettivi durante l’anno, parlo solo di cose concrete. Gli obiettivi non si dichiarano, si raggiungono”.


cristian chivu inter conferenza
Cristian Chivu prepara l’Inter alla sfida di Torino con la Juventus.

Chivu: “Juventus-Inter? Una maratona, non una finale”

Dall’altra parte, anche l’Inter si prepara con attenzione. Dopo la sconfitta con l’Udinese, i nerazzurri hanno bisogno di una prova convincente allo Stadium. In conferenza stampa, Cristian Chivu ha mostrato fiducia:

“La squadra ha lavorato bene durante la sosta. Le nazionali portano energia, oggi ho il gruppo al completo e tutti sono pronti a giocare”.

L’importanza del Derby d’Italia

Il tecnico rumeno non vuole caricare troppo la partita: “È solo la terza giornata, ma sappiamo bene cosa significhi Juventus-Inter. Non serve aggiungere peso, le squadre conoscono il valore della sfida. Bisogna avere serenità e la mentalità giusta per leggere i momenti”.

Un’Inter solida, tra identità e nuovi stimoli

Chivu punta sulla continuità: “Non devo stravolgere nulla, questa è una squadra che ha certezze ed è stata ai vertici del calcio italiano ed europeo. Io devo solo aggiungere fiducia, energia e nuovi stimoli. Akanji? Ha spessore internazionale ed esperienza, ma qui conta il gruppo: tutti devono dare il massimo per gli obiettivi comuni”.

L’approccio con la Juventus

Infine, l’analisi della sfida: “La stagione è una maratona. La partita con la Juve è importante, ma resta una gara all’interno di un percorso lungo. Ci saranno alti e bassi, l’importante è lavorare sugli errori e andare avanti con motivazioni e coraggio. Abbiamo un’identità chiara, ma bisogna saper leggere i momenti e adattarsi. L’obiettivo è sempre fare la partita, mettere in difficoltà l’avversario e provare a dominare il gioco”.