
- Spalletti cambierà davvero la Juventus?
- Il nuovo modulo 4-3-3 sarà la svolta per Vlahovic e Yildiz?
- Cosa aspettarsi dopo la sosta?
Juventus, Spalletti prepara la svolta tattica durante la sosta: addio alla difesa a tre, spazio al 4-3-3
La pausa per le Nazionali arriva nel momento ideale per Luciano Spalletti e per una Juventus che cerca identità e continuità. Dopo l’esonero di Igor Tudor, il tecnico toscano ha preso in mano una squadra ancora priva di equilibrio e risultati, stretta tra gli impegni ravvicinati di Serie A e Champions League. Le sfide con Cremonese, Sporting Lisbona e Torino non gli hanno permesso di imprimere subito la propria filosofia, ma la sosta diventa ora il terreno perfetto per farlo.
Spalletti pronto a dire addio alla difesa a tre di Tudor
Durante questi giorni di lavoro a Vinovo, Spalletti è intenzionato a cambiare modulo, abbandonando la difesa a tre per tornare al suo collaudato 4-3-3, marchio di fabbrica delle sue precedenti esperienze. L’obiettivo è dare alla squadra maggiore ampiezza, fluidità e imprevedibilità offensiva, caratteristiche indispensabili per una formazione che fatica a trovare la via del gol.
Zhegrova e Conceição, le nuove armi per dare ampiezza
Tra le note positive delle prime uscite, Spalletti ha individuato in Edon Zhegrova e Francisco Conceição due pedine fondamentali per il nuovo assetto tattico. L’ex Napoli ha elogiato pubblicamente Zhegrova dopo il derby contro il Torino: “È rapido, intelligente, ha questa follia che lo rende imprevedibile”. Entrambi gli esterni sono in grado di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, elementi chiave per dare respiro e imprevedibilità all’attacco bianconero.
Vlahovic e Yildiz al centro del nuovo progetto offensivo
Il nuovo 4-3-3 servirà anche a rilanciare Dusan Vlahovic e Kenan Yildiz, chiamati a diventare i riferimenti centrali della manovra offensiva juventina. L’obiettivo è rimettere al centro il talento e la concretezza, supportati da un centrocampo più dinamico e tecnico, in grado di sostenere la fase offensiva con maggiore continuità.
Difesa a quattro e nuove gerarchie
Sul piano difensivo, Spalletti lavora su una linea a quattro con Gatti e Kelly (o Bremer e Rugani) al centro, mentre Kalulu e Cambiaso garantiranno spinta e copertura sulle fasce. La nuova disposizione mira a una squadra più corta, reattiva e capace di impostare l’azione dal basso, uno dei principi cardine del gioco spallettiano.
Juve in crisi di gol: l’ultimo su azione risale a settembre
Il dato più preoccupante resta quello offensivo: escludendo i rigori di Vlahovic e Yildiz contro l’Udinese, l’ultimo gol su azione di un attaccante bianconero in Serie A risale al 20 settembre, quando Conceição segnò da fuori area contro il Verona. La sosta diventa quindi un banco di prova decisivo per restituire brillantezza e concretezza a un reparto offensivo in difficoltà.
Elkann: “Spalletti deve riportare la Juventus a vincere”
Sul momento del club è intervenuto anche John Elkann, presidente di Stellantis ed Exor, che ha ribadito fiducia e aspettative:
“Oggi è importante che la Juventus torni a vincere, e un allenatore come Spalletti, con la sua esperienza, deve portarla a farlo. È ciò che i tifosi si aspettano”.
Elkann ha poi ricordato il legame storico della famiglia Agnelli con la società bianconera:
“Il nostro rapporto con la Juventus è il più duraturo al mondo. È un legame nato con il mio bisnonno e rimasto forte nel tempo. Anche nei momenti difficili, come nel 2006 o nel 2022, ne siamo usciti più forti. La Juve resta una parte fondamentale della nostra storia, e siamo aperti a chi vuole contribuire, purché il nostro legame non venga mai messo in discussione”.