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Yamal scatena il Clásico al Bernabéu: «Il Real ruba»

| 24 Ottobre 2025

A pochi giorni dal Clásico al Santiago Bernabéu, le dichiarazioni di Lamine Yamal sul presunto comportamento del Real Madrid scatenano polemiche e reazioni.

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  • Cosa ha detto Lamine Yamal sul Real Madrid?
  • Perché le sue parole hanno scatenato una bufera mediatica?
  • Come influiranno sul Clásico al Bernabéu?

Lamine Yamal infiamma il Clásico: “Il Real Madrid ruba e si lamenta sempre”

A pochi giorni dal Clásico tra Real Madrid e Barcellona, in programma al Santiago Bernabéu, le parole di Lamine Yamal hanno scosso il mondo del calcio spagnolo. Il giovane talento blaugrana, considerato una delle più grandi promesse del calcio europeo, è finito al centro di una bufera mediatica dopo alcune dichiarazioni rilasciate durante una puntata della Kings League, il torneo ideato da Gerard Piqué che unisce spettacolo, streaming e sport.

Nel corso della trasmissione, Yamal – ospite tra risate e battute – ha lanciato un commento che non è passato inosservato: un paragone provocatorio tra il Real Madrid e i Porcinos, la squadra gestita dallo streamer e tifoso madridista Ibai Llanos. Con una frase breve ma tagliente, il giovane attaccante del Barça ha acceso la miccia di una polemica destinata a durare.


“Rubano e si lamentano sempre”: la battuta che divide la Spagna

L’episodio si è verificato durante il pre-show ufficiale della Kings League, un format sempre più seguito in Spagna e in Sud America. Alla domanda del conduttore Jaime Mellado su eventuali somiglianze tra i Porcinos e il Real Madrid, Yamal ha risposto senza esitazione:

“Certo che sì, rubano, si lamentano sempre.”

La battuta, accompagnata da un sorriso, ha immediatamente gelato lo studio. Ibai Llanos, visibilmente sorpreso, ha provato a controbattere difendendo i blancos, mentre Gerard Piqué, da sempre protagonista nelle rivalità tra Barça e Madrid, ha aggiunto ironicamente: “Non c’è discussione”.

La tensione è salita rapidamente e il giornalista Gerard Romero, presente tra gli ospiti, ha cercato di riportare la calma per evitare che la conversazione degenerasse ulteriormente. Ma ormai era troppo tardi: nel giro di poche ore, le dichiarazioni di Lamine Yamal sono diventate virali sui social network, scatenando reazioni contrastanti da parte di tifosi, giornalisti ed ex calciatori.


Reazioni infuocate tra stampa e tifosi

La frase di Yamal ha immediatamente raggiunto le principali trasmissioni sportive spagnole, tra cui il celebre talk show El Chiringuito de Jugones, noto per i suoi toni accesi e il pubblico madridista. Qui, il giornalista Edu Aguirre, vicino all’ambiente del Real Madrid, ha duramente criticato il comportamento del giovane attaccante:

“Non si rende conto di cosa rappresenta e del peso delle sue parole. È già un simbolo del Barcellona e un punto fermo della Nazionale spagnola, ma non può permettersi di accusare un club storico come il Real Madrid di rubare.”

Anche altri opinionisti, come Tomás Roncero e José Luis Sánchez, hanno condannato il gesto, sottolineando la necessità di maggiore maturità e rispetto in un contesto pubblico. Dall’altra parte, i tifosi del Barcellona hanno invece difeso il loro gioiello, sostenendo che si trattasse di una battuta ironica e di una risposta scherzosa, decontestualizzata dai media per alimentare la rivalità.


Il ruolo della Kings League e l’impatto mediatico

Le parole di Yamal mostrano ancora una volta quanto la Kings League sia diventata una piattaforma capace di amplificare ogni dichiarazione. Creata da Piqué, il torneo è un mix di sport, intrattenimento e show digitale che coinvolge streamer, ex calciatori e milioni di spettatori su Twitch e YouTube.

In questo ambiente informale, dove il linguaggio è più diretto e meno controllato, anche una battuta improvvisata può diventare virale in pochi minuti. È quello che è accaduto a Yamal, protagonista involontario di una delle polemiche più discusse della settimana pre-Clásico.


Lamine Yamal, il nuovo volto del Barcellona

A soli 17 anni, Lamine Yamal è già uno dei simboli del nuovo corso del Barcellona di Xavi Hernández. Cresciuto nella Masia, il vivaio blaugrana, Yamal si è imposto con personalità e talento, conquistando anche un posto da titolare nella Nazionale spagnola. La sua maturità in campo contrasta con l’irruenza di alcune sue uscite pubbliche, frutto forse della giovane età e dell’esposizione mediatica che lo circonda.

Malgrado la polemica, Yamal ha affrontato le interviste successive con tranquillità e sicurezza. Quando gli è stato chiesto quanto sia difficile giocare al Santiago Bernabéu, ha risposto con fermezza:

“L’ultima volta che ci abbiamo giocato, abbiamo vinto 4-0.”

E incalzato sul possibile esito del prossimo Clásico Real Madrid-Barcellona, ha aggiunto sorridendo:

“Non lo so, ma potrebbe succedere di nuovo.”

Una dichiarazione che dimostra la fiducia e la determinazione di un giocatore che, nonostante la giovane età, non teme la pressione.


Verso il Clásico: clima teso e aspettative altissime

L’attesa per il Clásico 2025 è già alle stelle. Da una parte, il Real Madrid di Carlo Ancelotti cerca di consolidare la propria leadership in campionato; dall’altra, il Barcellona punta a rilanciare la propria corsa e a dare un segnale forte ai rivali storici.

Le parole di Yamal hanno aggiunto ulteriore pepe a una rivalità che trascende il campo e coinvolge identità, orgoglio e storia. Sui social, gli hashtag #Yamal, #ElClásico e #RealMadridBarça sono diventati trending topic in poche ore, a testimonianza di quanto la tensione tra le due tifoserie resti viva e pulsante.


Un giovane sotto i riflettori

Per Lamine Yamal, ogni gesto e ogni parola vengono ormai analizzati nei minimi dettagli. Simbolo di una nuova generazione di calciatori digitali, sempre connessi e presenti sui social, il giovane del Barça incarna il passaggio tra calcio tradizionale e spettacolo mediatico.

Se in campo continua a stupire con giocate da campione, fuori dal campo dovrà imparare a gestire la pressione di essere costantemente sotto osservazione. Il Clásico al Bernabéu sarà un banco di prova decisivo non solo per lui, ma anche per il futuro del Barcellona, chiamato a confermare che il proprio progetto giovane può competere ai massimi livelli.