
- Perché Tether non si arrende?
- Quanto vale davvero la Juventus?
- Il rilancio può convincere Exor o la trattativa è già chiusa?
Perché Tether prepara un rilancio per la Juventus dopo il no di Exor?
La trattativa Tether-Juventus non è chiusa. Dopo il rifiuto formale di Exor, la società di criptovalute guidata da Paolo Ardoino è pronta a tornare alla carica con una nuova offerta. L’obiettivo è chiaro: rilanciare in modo significativo e riaprire il confronto sul controllo della Juventus, puntando su una valutazione più vicina al reale valore del club.
La prima proposta da 1,1 miliardi di euro, inviata tramite PEC ufficiale, è stata giudicata insufficiente. Non solo sul piano strategico, ma soprattutto sotto il profilo finanziario. Tether, consapevole del gap, lavora ora a un rilancio che possa essere definito economicamente inattaccabile.
Quanto vale davvero la Juventus secondo i multipli di mercato?
I numeri spiegano perché l’offerta iniziale sia stata respinta. Applicando i multipli di mercato corretti ai ricavi operativi dell’ultimo bilancio — pari a 420 milioni di euro — la valutazione d’impresa della Juventus oscilla tra 2,1 e 2,6 miliardi di euro.
Detraendo i debiti finanziari (circa 280 milioni), il valore del capitale azionario si colloca in un range compreso tra 1,8 e 2,3 miliardi di euro. Una forchetta quasi doppia rispetto alla proposta di Tether, distante dagli standard di una acquisizione di club di calcio con brand globale e asset strutturali rilevanti.
Perché l’offerta da 1,1 miliardi è stata considerata troppo bassa?
La prima proposta si è basata, di fatto, su una valutazione di Borsa ritenuta fuorviante. I prezzi di listino non riflettono il valore industriale del club, né il potenziale di crescita legato a diritti tv, sponsor, stadio, brand internazionale e fanbase globale.
In questo contesto, nessun azionista di controllo avrebbe accettato una cifra ritenuta non allineata ai fondamentali. Da qui il rifiuto netto di Exor e la necessità, per Tether, di ricalibrare l’offerta su parametri più solidi.
Che ruolo gioca la Borsa nella strategia di Tether?
La Borsa resta un passaggio chiave, ma anche una possibile trappola. Tether sa che una nuova mossa avrà effetti immediati sul titolo Juventus, influenzando mercato, piccoli azionisti e percezione mediatica.
Secondo indiscrezioni, Ardoino sarebbe pronto a sfruttare anche la visibilità della campagna “Make Juventus Great Again”, puntando sul consenso diffuso per aumentare la pressione. Tuttavia, la partita decisiva si giocherà sui numeri e sulla valutazione complessiva dell’operazione.
La nuova offerta di Tether può davvero convincere Exor?
Nonostante il rilancio imminente, lo scenario appare complesso. Le intenzioni di Exor sembrano ferme e non negoziabili. Anche un assegno più ricco — ipoteticamente superiore di un altro miliardo di euro — potrebbe non bastare a scalfire la posizione della holding.
Le dichiarazioni di John Elkann sono state chiare e sono state ribadite pubblicamente anche da Giorgio Chiellini, a conferma di una linea societaria che non sembra aperta alla cessione. La resistenza finanziaria di Exor resta il vero ostacolo, indipendentemente dall’entità del rilancio.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane sulla trattativa Juventus-Tether?
Il prossimo segnale arriverà dal mercato. La reazione del titolo in Borsa anticiperà le mosse ufficiali e misurerà la credibilità della nuova proposta. Tether punta a trasformare un’offerta giudicata “bassa” in una proposta indecente, capace di rimettere tutto in discussione.
Resta da capire se l’assalto finanziario sarà sufficiente a cambiare uno scenario che, al momento, appare già tracciato. La partita Juventus continua, ma il muro Exor resta alto.