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Tether tenta l’assalto alla Juventus, Exor dice no alla vendita

| 13 Dicembre 2025

Tether presenta un’offerta da 1 miliardo per la Juventus, ma Exor chiude alla cessione: tutti i dettagli sul no della holding bianconera.

tether juventus offerta

  • Tether può davvero comprare la Juventus?
  • Perché Exor dice no?
  • Qual è il ruolo di Elkann e cosa può succedere ora?

L’offerta di Tether e il no secco di Exor alla cessione della Juventus

Tether punta alla Juventus con un’offerta che potrebbe cambiare gli equilibri del calcio italiano. Il gruppo leader nel settore delle criptovalute ha annunciato l’invio di una proposta ufficiale a Exor per l’acquisizione dell’intera partecipazione nel club bianconero, accompagnata da un impegno di investimento da 1 miliardo di euro.

L’annuncio è arrivato direttamente da Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether: «Oggi Tether ha inviato una proposta ufficiale ad Exor per comprare la loro intera quota di Juventus. Sin dall’inizio il nostro obiettivo è sempre stato quello di sostenere la squadra e riportarla alla gloria che merita». Attualmente Tether detiene già l’11,5% del capitale della società bianconera ed è rappresentata nel consiglio di amministrazione da Francesco Garino.

La risposta di Exor è stata immediata e netta. Fonti vicine alla holding hanno ribadito che «Exor non intende vendere la propria partecipazione in Juventus né a Tether né ad altri soggetti. La Juventus non è in vendita».

L’offerta di Tether per la Juventus

Secondo una nota ufficiale, Tether ha presentato a Exor una proposta vincolante interamente in contanti per l’acquisizione del 65,4% del capitale sociale emesso da Juventus Football Club, quota attualmente detenuta dalla holding della famiglia Agnelli. L’operazione, subordinata alle necessarie approvazioni normative, prevede anche il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni rimanenti allo stesso prezzo per azione.

Il perfezionamento della transazione resterebbe comunque legato all’accettazione formale da parte di Exor, alla firma della documentazione definitiva e all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari. In caso di esito positivo, Tether ha confermato la disponibilità a investire 1 miliardo di euro per il supporto e lo sviluppo del club, con un orizzonte di lungo periodo.

La visione di Ardoino: identità, investimenti e lungo termine

Nel comunicato diffuso dal gruppo, l’offerta viene presentata come un progetto che va oltre l’aspetto finanziario. «La Juventus è più di una semplice squadra di calcio. Per generazioni è stata sinonimo di disciplina, ambizione e forza silenziosa», si legge nella nota, che sottolinea il ruolo storico del club nell’identità sportiva italiana e nella costruzione di una tifoseria globale.

Ardoino ha inoltre espresso un legame personale con i colori bianconeri: «Sono cresciuto con questa squadra. Guardando la Juventus ho imparato cosa significano impegno, resilienza e responsabilità». Valori che, secondo il ceo, rispecchiano il percorso di crescita di Tether, costruito su solidità finanziaria, indipendenza e attenzione alla sostenibilità nel lungo periodo.

«Il nostro obiettivo è contribuire positivamente al futuro del club, sostenere le prestazioni sportive ai massimi livelli e accompagnare la Juventus in un panorama sportivo e mediatico globale in rapida evoluzione», ha aggiunto Ardoino, definendo la proposta «un atto di responsabilità verso il club, i tifosi e la sua tradizione».

Cos’è Tether e perché guarda al calcio

Tether è una delle realtà più rilevanti nel mondo delle criptovalute e degli asset digitali. Fondata nel 2014, opera principalmente nel settore degli stablecoin, criptovalute ancorate a valute tradizionali come dollaro ed euro e quindi meno esposte alla volatilità dei mercati.

Il prodotto di punta è USDt, oggi lo stablecoin più utilizzato a livello globale. In cambio di valuta tradizionale, Tether emette token digitali di valore equivalente, garantendo stabilità e liquidità. La crescita del gruppo è stata costante: nel 2024 il fatturato ha superato i 13 miliardi di dollari, con una capitalizzazione di mercato oltre i 140 miliardi.

In un contesto in cui il rapporto tra Serie A e investitori legati al mondo crypto è stato in passato controverso, l’ingresso strutturato di Tether nella Juventus si presenta come un’operazione di lungo periodo, fondata su capitale proprio e su una strategia di sviluppo sostenibile.

John Elkann: La Juventus come eredità di famiglia, oltre la logica del mercato

Per John Elkann la Juventus non è un’azienda come le altre, ma un patrimonio familiare dal valore simbolico e identitario. È questa la chiave per comprendere la chiusura di Exor all’ipotesi di cessione del club bianconero, nonostante l’interesse manifestato da Tether. Secondo quanto riportato da Guido Vaciago su Tuttosport, la Juve rappresenta un’eredità emotiva ricevuta direttamente da Gianni Agnelli, collocata nella sfera della passione e non in quella degli affari.

Altri asset dell’impero industriale possono essere ceduti o riorganizzati, ma il club resta un bene intoccabile. A questo si aggiunge una valutazione economica giudicata non congrua: sebbene la capitalizzazione di Borsa si aggiri attorno ai 900 milioni di euro, il valore reale della Juventus cresce sensibilmente considerando il patrimonio immobiliare, che include Allianz Stadium, J-Medical, Continassa e Vinovo.

Il fattore economico e il peso della dinastia Agnelli-Elkann

L’aspetto finanziario, tuttavia, non è l’elemento decisivo. Negli ultimi dieci anni John Elkann ha già immesso nel club circa 1 miliardo di euro e, secondo le ricostruzioni, sarebbe pronto a investirne un altro. La vera ragione del no alla vendita è di natura dinastica.

La Juventus è un tema di confronto quotidiano all’interno della famiglia, anche con i figli Leone e Oceano. Quest’ultimo, grande tifoso bianconero, incarna simbolicamente il futuro della proprietà. In questo contesto, un passaggio di consegne a soggetti esterni appare oggi impensabile, soprattutto in una fase storica in cui la famiglia intende preservare il controllo diretto del club.

CdA straordinario e possibili partnership con Tether

La chiusura alla cessione non equivale però a un rifiuto totale del dialogo. Lunedì è previsto un Consiglio di Amministrazione straordinario della Juventus, convocato per esaminare formalmente l’offerta ricevuta. Un passaggio considerato dovuto nel rispetto degli azionisti, anche se l’ipotesi di un ingresso di Paolo Ardoino come proprietario è destinata a essere respinta.

Diverso il discorso sul fronte delle collaborazioni commerciali. Già a novembre Francesco Garino, uomo di fiducia di Tether, è entrato nel CdA bianconero. L’asse potrebbe quindi spostarsi da un’acquisizione a una partnership strategica o a una super sponsorizzazione, con l’obiettivo di rafforzare il club sul piano economico e mediatico.

Una soluzione che consentirebbe alla Juventus di beneficiare di nuove risorse per tornare competitiva ai massimi livelli, mantenendo però il controllo saldamente nelle mani della famiglia Agnelli-Elkann.