
- Alcaraz giocherà a Tokyo nonostante il dolore alla caviglia?
- E cosa chiedono i tennisti ai Major su montepremi e diritti?
Dubbio sulla partecipazione di Carlos Alcaraz a Tokyo
È in dubbio la partecipazione di Carlos Alcaraz al secondo turno del torneo di Tokyo contro il belga Bergs, previsto domani nel tardo pomeriggio giapponese (intorno alle 11 in Italia). Secondo Marca, il numero 1 del mondo si sarebbe svegliato con dolore alla caviglia e oggi ha evitato l’allenamento per verificare la sua condizione. Gli organizzatori lo hanno collocato nell’ultimo slot della giornata per concedergli più tempo; la decisione dovrebbe arrivare domani.

L’episodio durante la partita con Báez
L’infortunio è avvenuto nella partita di ieri contro Sebastián Báez: sul 2-2, durante un recupero, Alcaraz ha messo male il piede ed è caduto a terra tenendosi il volto. La caviglia è stata prontamente trattata e fasciata dallo staff medico. Nonostante la paura iniziale, è rientrato in campo e ha vinto 6-4 6-2.
“Nei primi cinque minuti ho pensato che non avrei continuato. Ero spaventato. Sentivo dolore alla caviglia e non mi sentivo bene. Sono solo contento di aver ripreso a giocare. Cercherò di essere pronto per la prossima partita”.

La protesta dei top 10 e l’apertura ai Grand Slam
Parallelamente alla vicenda sportiva, i migliori dieci delle classifiche ATP e WTA hanno rilanciato la loro pressione sulle istituzioni del tennis. La disputa, in corso da mesi, riguarda innanzitutto la ripartizione dei montepremi e ora coinvolge anche i quattro tornei del Grand Slam.
Contenuti della lettera inviata ai Major
In una lettera datata 30 luglio e resa pubblica solo di recente, i giocatori hanno avanzato richieste che vanno oltre l’aumento dei premi. Tra i firmatari figurano quasi tutti i membri delle top 10, tra cui Jannik Sinner, Alcaraz e Musetti; tra le assenze eccellenti c’è Novak Djokovic, che aveva invece partecipato a iniziative precedenti legate alla PTPA. I tennisti hanno incaricato l’ex Ceo della WTA, Larry Scott, di rappresentarli nei colloqui con i Major.
Le richieste principali dei giocatori
Le istanze rivolte ai quattro tornei maggiori includono:
- contributi a un fondo per pensioni, assistenza sanitaria e maternità per i tennisti;
- aumento della quota dei compensi destinata ai giocatori, con un innalzamento dal 16% al 22% entro il 2030, allineandosi ad esempi di altri sport professionistici;
- istituzione di un Consiglio dei Giocatori del Grande Slam con consultazioni continue su temi che riguardano direttamente gli atleti, come l’eventuale estensione dei Major a 15 giorni.
Risposta degli US Open e dati sui compensi
Dai Major è giunta una replica formale: in un documento datato 18 agosto la Us Tennis Academy, tramite il Ceo Brian Vahaly e la dirigente Stacey Allaster, ha ricordato l’aumento del 57% del montepremi dello US Open negli ultimi cinque anni. La nota cita inoltre il significativo incremento a 90 milioni di dollari previsto per il 2025, attribuito anche all’aggiunta di un giorno al tabellone principale. I vincitori in singolare, tra cui Alcaraz e Sabalenka, hanno ricevuto assegni record da 5 milioni di dollari. Dallo Us Open dichiarano di volere “discussioni dirette, oneste e trasparenti coi giocatori” su calendario, consulenza e tutela finanziaria.
Evoluzione del confronto e posizione della PTPA
La contesa tra tennisti e istituzioni si è intensificata: la PTPA (Pro Tennis Players Association), guidata da Djokovic e Vasek Pospisil, aveva originariamente escluso i quattro Major dalle proprie azioni legali, ma li ha inseriti nelle richieste recenti. In una nota la PTPA ha definito questa scelta “un passo necessario per garantire la responsabilità di tutte le parti e accelerare la riforma attesa da tanto tempo nell’intero ecosistema del tennis”.
Prossimi sviluppi
La vicenda resterà all’attenzione sia per gli sviluppi sul campo — con la condizione di Alcaraz decisiva per il tabellone di Tokyo — sia per i negoziati istituzionali, che potrebbero ridisegnare la distribuzione economica e le tutele per i giocatori nei prossimi anni.