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Formula 1 2026: rivoluzione tecnica e ritorno ai motori classici

| 9 Ottobre 2025

Cosa cambierà nella Formula 1 2026? Come saranno le nuove power unit? Torneranno davvero i motori termici classici dopo l’era ibrida? Formula 1, dal 2026 rivoluzione tecnica: addio all’effetto suolo e massimo ibrido...

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  • Cosa cambierà nella Formula 1 2026?
  • Come saranno le nuove power unit?
  • Torneranno davvero i motori termici classici dopo l’era ibrida?

Formula 1, dal 2026 rivoluzione tecnica: addio all’effetto suolo e massimo ibrido

Nel 2026 la Formula 1 vivrà una trasformazione epocale. Le monoposto diranno addio all’effetto suolo, accoglieranno l’aerodinamica attiva e raggiungeranno il massimo livello di ibridizzazione delle power unit. Tuttavia, secondo le discussioni tra FIA, team e Liberty Media, dal 2030 in poi la tendenza sarà quella di tornare a vetture più leggere, agili e con motori termici classici a 8 o 10 cilindri.

formula 1 2026 aerodinamica attiva
Le monoposto di Formula 1 2026 introdurranno aerodinamica attiva e massima ibridizzazione.

Carburanti sintetici e ritorno al motore termico

La vera svolta arriverà grazie alle benzine green, destinate a cambiare il futuro della categoria. Oggi rappresentano un ostacolo economico significativo, ma nel medio periodo potrebbero consentire alla Formula 1 di ridurre la componente elettrica e tornare a motori più tradizionali. Dopo il ciclo tecnico che inizierà nel 2026, con la power unit ibrida al massimo sviluppo, è probabile un passo indietro tecnologico a favore di prestazioni più pure e costi contenuti.

L’obiettivo sarà quello di avere auto più leggere e reattive, con una parte elettrica limitata sul modello del vecchio KERS, per garantire equilibrio tra innovazione e spettacolo.

Le nuove power unit: metà termico e metà elettrico

Dal 2026 il motore termico sarà un V6 turbo da 1.5 litri capace di erogare circa 500 cavalli, affiancato da un sistema MGU-K in grado di fornire una potenza simile. L’apporto elettrico sarà quindi quasi pari a quello del motore a combustione, segnando un equilibrio inedito nella storia della F1, nonostante l’eliminazione dell’MGU-H.

Una soglia massima di utilizzo dell’elettrico per giro verrà introdotta per evitare cali di potenza improvvisi sui rettilinei. Tuttavia, gli esperti ritengono che l’evoluzione dell’ibrido in Formula 1 sia ormai vicina al limite tecnico.

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Dal 2030 possibile ritorno ai motori V10 e carburanti green per una F1 più leggera e spettacolare.

Il ridimensionamento dell’elettrificazione

La transizione elettrica nel mercato automobilistico globale ha subito un rallentamento, con molte case che puntano ancora sull’ibrido leggero. In parallelo, anche in F1 si assiste a un cambio di direzione: l’interesse verso la tecnologia 100% elettrica è in calo, mentre cresce il desiderio di maggior semplicità e spettacolo.

Come sottolinea Stefano Domenicali, l’obiettivo è rendere la Formula 1 un prodotto “più cool e meno tecnico”, riportando il fascino dei motori V10 e del sound autentico. Una volta abbattuti i costi dei carburanti sintetici, la sostenibilità economica del progetto sarà garantita.

Prospettive post-2030: verso un ritorno alle origini

Il possibile ritorno al motore termico classico potrebbe concretizzarsi già prima del 2031, nonostante le nuove regole siano pensate per durare un quinquennio. La presenza di nuovi team come Audi e Cadillac sta frenando un cambiamento immediato, ma il dibattito resta aperto.

Parallelamente, anche il format sportivo subirà modifiche: le sprint race aumenteranno dal 2027, fino a coprire metà calendario, seguendo il modello MotoGP. L’obiettivo è chiaro: più azione in pista, meno complessità tecnica e un prodotto sempre più orientato allo spettacolo e al pubblico globale.

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Il Calendario di Formula 2026 con 24 gare.

Scenario in evoluzione

Tra ibridizzazione spinta e ritorno al passato, la Formula 1 si prepara a una nuova era. Il 2026 segnerà il culmine della tecnologia ibrida, ma già all’orizzonte si intravede una Formula 1 più leggera, rumorosa e coinvolgente, pronta a riconquistare il cuore dei tifosi e il fascino delle origini.