
- Come cambierà la Juve con la difesa a quattro?
- Quali prove sta testando Spalletti?
- E quali principi guideranno il nuovo modulo?
Spalletti e le nuove prove tattiche: l’evoluzione della Juventus passa dai principi di gioco
Luciano Spalletti, 66 anni, commentando il lavoro svolto dopo il derby e durante la pausa, ha aperto alla possibilità di schierare due punte: «Si può giocare anche con due punte, certo. È una prova che si può fare. Openda è una prima o seconda punta che può adattarsi. Le due punte aperte e la punta centrale, 4-3-3. Cercheremo di analizzarle nel modo corretto: sono test».
Un orientamento chiaro, ma complicato da sviluppare a pieno senza molti titolari, impegnati con le rispettive Nazionali. Un limite che rallenta il processo di costruzione della “nuova Juve”, a partire dall’idea della difesa a quattro.
Il calcio 2.0: sistemi di gioco e principi fondamentali
Nel calcio moderno la struttura tattica è solo un punto di partenza. Ciò che davvero conta sono i principi di gioco: dominare la partita, applicare il giusto livello di pressione, seguire linee di sviluppo chiare, velocizzare la manovra e verticalizzare quando possibile.
Concetti che Spalletti sta cercando di imprimere subito, anche con un gruppo ridotto.
Rondos, pressing e ritmo: gli esercizi scelti da Spalletti
In questi giorni il tecnico ha puntato molto sui rondos, evoluzione del classico torello e base della scuola spagnola di Guardiola. Sono esercitazioni svolte in spazi ridotti, dove la squadra in superiorità cerca di mantenere il possesso palla mentre quella in inferiorità tenta il recupero.
Questi esercizi migliorano passaggi, controllo e gioco sotto pressione, oltre ad allenare la rapidità decisionale. A completamento, anche le partite a tema, strutturate con regole specifiche su tocchi, zone o obiettivi, per replicare situazioni di gara reali.
Allenamenti situazionali e costruzione della nuova identità
Queste forme di lavoro stanno modificando la percezione della squadra su ciò che deve essere fatto in partita, privilegiando un approccio situazionale più che analitico. Una preparazione che sarà completata al rientro di tutti i nazionali.
Focus sulla difesa a quattro
Sulla nuova linea a quattro Spalletti ha già potuto insistere, complice la presenza della maggior parte dei difensori — con l’eccezione di Cambiasso e degli infortunati.
Koopmeiners sembra destinato a restare tra i centrali anche nel nuovo sistema, punto ormai considerato abbastanza stabile.
La Juve verso la trasformazione tattica
Nel test interno con la Next Gen è stato confermato il 3-5-2 (o 3-4-2-1), assetto dominante dall’inizio dell’anno. Difficile immaginare rivoluzioni immediate, soprattutto in vista della delicata trasferta di Firenze.
Tuttavia, il passaggio definitivo alla difesa a quattro — con tre attaccanti, due punte più trequartista oppure un centravanti affiancato da due ali e una mezza punta — appare come una tappa inevitabile. Una trasformazione destinata a concretizzarsi nel breve periodo, disegnando la Juventus secondo i dettami di Spalletti.