
- Perché la Juventus 2025/26 è in crisi?
- Quali errori di mercato e panchina hanno destabilizzato il club bianconero?
Juventus, Igor Tudor esonerato dopo tre sconfitte consecutive: crisi profonda a Torino
La Juventus ha deciso di esonerare Igor Tudor dopo tre sconfitte consecutive, un segnale chiaro della crisi che il club bianconero sta attraversando in questa stagione. L’annata 2025/26, che doveva rappresentare un nuovo inizio dopo l’addio di Thiago Motta e Giuntoli, si è invece trasformata in un percorso irto di difficoltà e scelte discutibili.
Un’estate movimentata sul piano del calciomercato, ma anche a livello societario, ha contribuito a creare un clima di confusione che si è riflesso nelle ultime prestazioni in campo.
Il mancato ritorno di Conte e la conferma forzata di Tudor
Il primo obiettivo della dirigenza juventina era il ritorno di Antonio Conte. L’ex tecnico del Napoli sembrava destinato a un nuovo ciclo a Torino, ma le trattative si sono arenate per motivi economici e interni. Una parte della società, infatti, non era convinta del suo ritorno.
Di fronte all’impossibilità di riabbracciare Conte, la Juventus ha deciso di confermare Igor Tudor, puntando sulla continuità più per necessità che per convinzione. Una scelta che, con il senno di poi, non ha portato i risultati sperati.
Le richieste di Tudor e il caso Kolo Muani
Subito dopo la conferma, Tudor aveva chiesto la permanenza di Randal Kolo Muani, giocatore che la Juventus stava trattando con il Paris Saint-Germain fino agli ultimi giorni di mercato. L’attaccante, però, è finito al Tottenham, lasciando il tecnico croato deluso e l’attacco incompleto.
L’affare Openda: un investimento oneroso e poco produttivo
Nelle ore finali di mercato, la Juventus ha virato su Lois Openda, un’operazione da circa 45 milioni di euro con riscatto obbligatorio dopo almeno dieci presenze. Al momento, l’attaccante belga ne ha collezionate sette, per un totale di 232 minuti giocati, senza gol né assist. Un bilancio deludente per un acquisto così pesante sul piano economico.
I flop di mercato: Joao Mario, Zhegrova e David
Anche gli altri rinforzi non hanno convinto.
Joao Mario, arrivato dal Porto per circa 13 milioni di euro, ha offerto un rendimento altalenante: 12 presenze e 3 assist, compreso il Mondiale per Club. Curiosamente, il suo sostituto al Porto, Alberto Costa, sta brillando con cinque assist in nove partite.
Edon Zhegrova, acquistato dal Lille per 18,5 milioni di euro, non ha ancora trovato la forma migliore dopo i problemi fisici. Finora ha giocato solo tre partite (36 minuti totali), senza lasciare traccia in termini di gol o assist.
Infine, Jonathan David doveva rappresentare il colpo di mercato per sostituire Dusan Vlahovic, che però è rimasto a Torino. Il risultato è stato un dualismo dannoso: David ha segnato un solo gol (all’esordio col Parma) e fornito un assist contro l’Inter. Da allora, più ombre che luci. Pur arrivando a parametro zero, l’operazione pesa 12,5 milioni di euro in commissioni.
La rivoluzione societaria incompleta
Sul fronte dirigenziale, la Juventus ha avviato una ristrutturazione interna con l’ingresso di Comolli e Modesto in ruoli strategici. Tuttavia, manca ancora un direttore sportivo in grado di definire la linea tecnica e garantire continuità nella programmazione del club. Una lacuna che pesa sulle scelte di mercato e sulla gestione sportiva.
L’esonero di Tudor e la crisi bianconera
Con l’esonero di Tudor, la Juventus raggiunge un record negativo: sette allenatori in sette stagioni, a partire dalla fine della prima esperienza di Massimiliano Allegri nel 2019.
Un dato che fotografa la profonda instabilità del club, oggi alla ricerca di una nuova guida e di una direzione chiara per tornare a competere ai massimi livelli.
La Juventus, simbolo di solidità per decenni, si trova ora a navigare in acque agitate, alla disperata ricerca di un porto sicuro per ritrovare identità, risultati e fiducia.